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PENSIERI DI CARTA

"...HO UN FUTURO DA NOVE O DA QUATTRO, DIPENDE DA COME MI ALZO..."
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Ilaria

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April 01

Discussione su YouTube - The Silver Rope

 

Citazione

Discussione su YouTube - The Silver Rope
  
February 20

IN UN ALTRO TEMPO

Che sogno avete mio signore?

Di cosa volete colorare la vostra vita?

Per che cosa sorridono i vostri occhi?

Per cosa batte il vostro cuore?

E per cosa si battono il vostro corpo e la vostra anima?


PAUSA


Troppe domande mio signore?

Lo so, mi dovete perdonare... guardo i vostri occhi e mi perdo in un labirinto di domande... in un'alcova di desiderio, desiderio di conoscenza, di sapere...

Voglio sapere per cosa batte il vostro cuore, perché il mio, signore, è per voi che batte.

Vi chiedo di conoscere i vostri sorrisi, perché sono gli unici, signore, che possono illuminare anche il mio di viso.

Vi domando di colori e forme perché colori e forme non so definire nel movimento interno che parte dal mio corpo per irradiare di luce tutt'intorno quando le vostre mani si posano sulla mia pelle.


PAUSA


È una danza questo mio movimento, mio signore... immaginatela come la danza di una ninfa del bosco, che scalza lascia ondeggiare il suo corpo ai raggi della luna...

È fresca la mia danza, come la terra che sento vivere sotto la pianta del piede... come l'erba colorata dalla prima rugiada del mattino.

È silenziosa, come solo i sentimenti più dirompenti sanno essere nella loro espressione più profonda, come uno sguardo che non necessita di parole per essere compreso.

Come il vostro silenzio mio amato, che è per me la conversazione più piacevole di tutti i regni conosciuti... per me che posso sedermi di fianco a voi senza dire nulla e parlare allo stesso tempo, in un profondo ossimoro che incessantemente si ripete.

È calda, come il respiro addormentato di un fanciullo che stanco per il lungo viaggio si abbandona all'abbraccio di Morfeo, signore della notte e dei sogni tutti.


PAUSA


Son forse troppe le parole che faccio volteggiare intorno a voi?

Ma non ne sentirete il peso, sanno volare leggere anche nella loro pesantezza... ne son capaci i draghi, esseri enormi e grandi e possenti... eppur capaci di una leggerezza che gli concede di librarsi in volo lanciandosi subito dopo il pendio, verso la linea dell'orizzonte...


PAUSA


Ma vi ho tediato mio signore, mi dilungo troppo mio signore... e dico cose forse di poco conto... o serie... questo non lo si può sapere...

Son solo un barda in fondo, gioco con le parole come se fossero palline da far roteare in aria, solo questo so fare... solo questo vi posso donare...

Vi dono la mia voce, mio amato, che possa accompagnarvi e riscaldarvi quando avrete freddo... tesserò per voi una coperta di parole da mettere addosso nelle notti che dovrete passare nelle foreste... ne farò un armatura che possa proteggervi in battaglia, una spada di fuoco che sappia fendere i nemici e aprirvi la strada lungo il cammino...

Ne farò una borsa in cui custodire i vostri tesori. Un mantello con cui nascondervi dalle insidie.

Un otre che vi sappia dissetare quando la vostra gola, stanca del viaggio reclamerà dell'acqua fresca... la trasformerò in cibo che vi possa sfamare quando ne avrete bisogno.

Lascerò che le mie parole diventino un puntino minuscolo e luminoso, tanto piccolo da riuscire a trovare uno spazio nel vostro cuore senza che ne proviate alcun disturbo, per sentirmi riscaldata io stessa dal suo pulsare, per poter restare sempre al vostro fianco.


PAUSA


È tardi mio signore, la luna che poco fa vedevo alta nel cielo ormai sta per scomparire... già la vedo Aurora affacciarsi a questo lembo di terra... già la sento quest'erba sotto i piedi riprendere vita e riscaldarsi per la nuova giornata.

Sta tramontando l'ora delle confessioni notturne, se non mi congedo ora mi vedrete arrossire davanti ai vostri occhi per aver osato dire ciò che ho detto, per aver danzato per voi al ritmo della mia passione.


PAUSA


Basta, mi congedo davvero ora... sperando che serbiate di me il ricordo... e di queste mie parole...

La vostra barda s'inchina e se ne va.

A presto mio amato.

 

 

February 06

Discussione su YouTube - I Ratti della Sabina - Accorda e Canta

 

Citazione

Discussione su YouTube - I Ratti della Sabina - Accorda e Canta
  
January 20

DUE FARFALLE

 

Hai fatto così tanta strada
per arrivare fino qui
ti è toccato partire bambina
la piccola valigia di cartone
ci tenevi i rossetti finti
il fracasso dell'erba che cresce
le confidenze del rivolo
l'incisione fucsia delle azalee
ci tenevi
un astuccio di gemme
e la chiave del cespuglio
gli occhi hanno preso
il colore del cielo
a forza di guardarlo
per una bambina che sapesse
già camminare
la radura era il più sicuro dei box
ma anche il più insidioso
poteva dirti all'orecchio
di tenere per te
parole come
si può fare a meno degli uomini
non si capisce perché il tempo
avrebbe dovuto fare sconti
proprio a te
e la valigia si è appesantita
delle scarpette da ballerina
imbrattate di pece
promessa sbugiardata
nel tempo di una rosa
poi qualche uomo
ha provato a prenderti
gli hai detto non è il caso
ti ha presa lo stesso
non ti sei fatta prendere
lo stesso
il suo problema
non era affare tuo
certo che anche questo è finito
in valigia
come poteva essere altrimenti?
la radura schiacciata
dal condominio
in casa finestre
sempre più chiuse
il peso della valigia
ti allungava le braccia
formate ma non finite
hai provato a provare
l'anima che non restava accordata
hai detto perché no
a uomini che facevano a meno
della tua parte di spasso
le braccia reggevano meglio
la valigia più pesante
sei andata nelle città
hai capito
che il tuo posto non era nei posti
era dove dicevi ecco
mentre di casa
non ce la facevi a dire
per esempio
il corpo rispondeva preciso
l'anima non si lasciava nemmeno
fare domande
hai tenuto la mano
di chi non ce la faceva a non morire
hai cambiato la fiducia
a chi doveva guarire da solo
hai passato informazioni
senza lesinare sulla voce
senza risparmiare le mani
la strada non finiva
la tua schiena ballava dritta
anche con le scarpe
chiuse nella valigia
hai fatto fatica a parlare davvero
non potevano credere
e allora hai parlato
per come volevano
perché anche essere gentile
è meglio di niente
ma le parole avanzate
hanno reso la valigia
quasi impossibile
hai fatto così tanta strada
per arrivare fino qui
ma adesso se vuoi
ti puoi sedere
di là c'è un bagno caldo
ti puoi sedere
di là c'è un frigo pieno
ti puoi sedere
mentre di qua
la apro io
la tua valigia
e ti mostro
che dentro
c'erano solo
un paio di farfalle
dure a morire
.

LIGA

January 15

DOPO UN PO'...

Ogni tanto la mia debolezza ne sente il bisogno.         

Sta lì a mormorare a qualcosa, perennemente ignorata per evitarle di far male.

Ma ha imparato: ora sa che se alza un po’ il tono finisco per dargliela vinta.

In realtà, forse, dentro di me spero che non si arrenda…

E allora riprendo quelle parole che la cattiveria che mi impongo nel resto dei miei momenti facilmente sfoca…

Sono tutte lì.

Anche il destino, preso ad architettare i suoi giochi beffardi, ha omesso di cancellarle.

O di proposito le ha lasciate lì, a farmi contemplare ancora per un po’ quello che c’era e non c’è più.

O che mai c’è stato.

E’ in momenti come questi che tornano a mancarmi tutte quelle cose che il male m’ha convinto fossero sciocche.

Così banali... così piccole... eppure così ancora incredibilmente mie.

Rileggo quelle parole e, a volte, riesce ancora a trovar forza un sorriso.

Il tempo per me sta passando troppo pesantemente.

Vorrei chiedergli più cortesia... più delicatezza nel chiedermi di crescere, di capire, di essere all’altezza.

In questi giorni mi sento sbagliata più che mai... sono troppo cambiata.

Guardo la mia vita e mi accorgo che qualcosa è migliore di quanto m’aspettassi, che in fondo va bene così... poi apro quel cassetto, quel passato che non vuol prendersi questo nome...

E lo ritrovo lì. Fermo. Con le mani in tasca, che mi guarda fisso.. come a volermi chiedere “Perché?”...

Tra me e il resto della vita c’è come un vetro opaco, sottile... innegabilmente esistente...

Mi legai a lui. Consapevole dei rischi. Consapevole di quella possibilità che ora è realtà: mai più mi sarei staccata da lui.

C’è qualcosa di strano, di simbiotico.

E’ sempre qui dentro e continuo a difenderlo con ogni briciola di quell’amore insultato, offeso, malato.

Mi rendo conto che non voglio questo.

Non lo voglio così lontano.

Non ha senso seminare distanze quando il mio unico desiderio è abbracciarlo e tornare finalmente a dirgli che gli voglio bene.

Come è normale, come sarà per sempre, come sempre è stato.

Lui non lo sa... o lo sa...

Ho voluto fargli arrivare la mia parte che si stacca, distacca, si allontana e non ne prova sofferenza... alla fine gli ho raccontato il mio cinismo. Il mio non crederci e non credergli... e non credo che lui, di risposta, abbia creduto a me... ma glielo racconto.

Perché credevo rendesse più facile il distacco.

E ora che vorrei tanto fosse qui…

E' lontanissimo. E’ assente. Stavolta sì, stavolta lo sento. Neanche più lui riesce a far finta di niente. Anche stavolta prenderei il telefono solo per sentire il suo “pronto” e per farmi riempire la vita.

Ma la sento addosso questa lontananza... mi fa sopravvivere troppo lentamente.

Non lo prendo quel telefono ora, perché già so che dall’altra parte lui non c’è più.

Ecco che c’è di diverso: stavolta la distanza la sta tracciando anche lui.

E allora in questa notte di festa i miei auguri te li mando così, anche se mai li leggerai, ma è l’unico modo per darteli.

L’anno scorso a quest’ora ti stavo scrivendo un'e-mail, la lettera più bella che tu avessi mai letto.

Stanotte, a distanza di un anno maledetto, scrivo al mondo perché porti il mio messaggio a te.

Mi manchi. Mi manchi tantissimo. Mi mancano i sorrisi, le faccine, i nomignoli. Mi manca aspettarti la notte con la certezza che subito m’avresti contattata. Mi manca la tua buonanotte… E la speranza di sentirla ancora.

Buon Natale... e se non puoi più farmi il regalo di un sorriso, fammene un altro: se stai andando via… fallo in fretta…

December 29

E FINIAMOLO QUESTO 2008 ALLORA

 
Si, vi tocca, non ci potete fare niente... o magari solo a me mi tocca... e a te... te lo so che ci sei qui...
E smettetela di rompere con la storia che "a me mi" non si dice... licenza poetica... quando parlo senza troppo pensare mi piace mettercelo, mi rende il senso, mi coccola... e a me piacciono le coccole.
Insomma finiamolo questo 2008... che come ogni anno si porta dietro la scia di chi non c'è più e quella di chi è arrivato...
Le persone passano nel nostro cammino, chi per più, chi per meno tempo... ma tutte per un motivo, anche quando il motivo magari è quello di farci male, o di farci arrabbiare, o qualunque altra cosa... ci passano per un motivo, vuol dire che quel pezzetto più o meno lungo di strada dovevamo farlo con loro...
E allora facciamo così... per prima cosa ci mettiamo un Grazie per chiunque si sia affacciato, anche solo in punta di piedi, sulla soglia della mia esistenza... Grazie a chi, da che i miei ricordi cominciano a essere nitidi c'è sempre stato... a chi è andato e ritornato e riandato di nuovo... a chi è andato e basta ma mi ha lasciato dentro un ricordo... a chi è rimasto qui seduto di fianco a me sul bordo dei pensieri ad ascoltar musica... a chi se guarda un telefilm mi pensa... a chi è sempre un'impeccabile Mary Poppins... a chi è sorella, madre, figlia, amica...
Non ho intenzione di nominarvi uno per uno, siete troppi, perchè ciascuno di voi a suo modo mi ha dato qualcosa... anche chi ho visto solo per un paio d'ore della mia vita...
Io qualcosa da ognuno l'ho imparato... ancora devo capire com'è di preciso la storia del quattro di spade ma qualcosa l'ho imparato... ahahahaha
Ma si, questa la capiamo in pochi... e va bene così...
Qualcuno un giorno mi disse che è bello sentirsi intimi in pochi... ed effettivamente... non è poi così male...
Anzi, il 2008 mi ha insegnato che è bello anche sentirsi intimi con sé stessi a volte... e ho scoperto che mi piace...
Devo davvero tirare le somme di quest'anno? No... ho fatto quello che avete fatto tutti... ho riso, pianto... mi sono arrabbiata, mi sono commossa, ubriacata... ho lavorato e dormito, dormito poco in realtà ma quanto basta... poi vediamo... ho litigato, mio malgrado come tutti... ho commesso errori, come tutti... ho subito errori altrui, come tutti...
Ho ascoltato e coccolato le mie farfalle... e lasciato battere il mio cuore e respirare i miei occhi...
Ho corso e camminato... sospirato, letto Shakespeare e guardato Scrubs... ho mangiato pizza e patatine, e bevuto caffè e coca cola... sono stata in ospedale... ho provato l'ebbrezza di andare in motorino con Mauretto e sono sopravvissuta per raccontarlo (:P), ho dato qualche abbraccio a chi lo voleva, e forse anche a chi non lo voleva... mi sono buttata in cose sbagliate e in cose giuste... ho giocato a Softair...
Ho viaggiato, cantato e ballato... e sono andata in giro con un pollo di gomma...
Ho provato gioia e nostalgia... ho letto e riletto una buonanotte... consumato fogli, minuti, pensieri e sigarette a forza di scrivere e cancellare e riscrivere...
Vabbè ma mica vorrete davvero l'elenco delle cose che ho fatto????
Appunto quindi lasciamo perdere...
Caro il mio 2008, non sei stato proprio come ti immaginavo ma non mi lamento... resto sempre convinta del "poteva andare peggio"...
Diciamo che lo chiudo come l'ho cominciato... ci facciamo sopra una risata, di quelle belle che fa Silvia... e allarghiamo le braccia per il 2009... sperando che i freni funzionino sennò sai che tramvata...
Un bacio, uno ciascuno a tutti... tutti quelli che in un solo secondo della loro vita mi hanno pensato... nel bene o nel male... e un bacio a tutti quelli a cui io, anche solo per un attimo ho pensato, nel bene o nel male...
A chi è più lontano, a chi è più vicino, a chi anche se faccio finta che non mi importi mi manca lo stesso e a chi non c'è più, che lo sento sempre vicino lo stesso...
Per questo 2009 rimboccatevi le maniche, esaudite i vostri sogni e poi subito createne di nuovi da inseguire... piangete e ridete nella giusta misura e amate...
Divertitevi, ubriacatevi e fate l'amore... e... finiamola così...
 
December 17

BELLA CANZONE

 
Caterina che stringi la notte
e questa notte si ferma dov'è
Caterina che ascolti e non parli di te
la bellezza ti illumina il pianto

Non è un vivere sempre di Maggio
non è un cantico e questo lo sai
sfiori il tempo, conosci l'amore e lo fai
senza amore, col solo coraggio che hai

Stella incerta dell'attesa
stella sfortunata e offesa
vivido dolore, malinconia
chiudi i tuoi cancelli al mondo...
e vai via

Caterina che inganni la notte
ma questa notte tradisce anche te
Caterina che passi nel freddo che c'è
quest'inverno è già neve e rimpianto, per te

Stella incerta dell'attesa
stella sfortunata e offesa
vivido dolore, malinconia
chiudi i tuoi cancelli al mondo...
e vai via.
November 16

SE TU MI DIMENTICHI

 

 

 

October 30

DAL TEMPO

 
Misia aprì la pagina, curiosa di vedere se qualcuno nel tempo in cui non era passata aveva avuto la voglia, il bisogno, o semplicemente la fantasia di dirle qualcosa...
Quello che la colpì fu qualcosa che sulla sua pagina non c'era... ma che, indirettamente, ostinatamente, comunque le arrivava...
 
"E poi insomma i messaggi arrivano lo stesso, talvolta più diretti di quanto dovrebbero... talvolta più chiari di quanto si possa immaginare...
Io che l'avevo dedicata a te...
Io che la volevo far scoprire a te...
Io che poi l'ho rimossa, non so bene il perché...
Tu che oggi la fai conoscere a me...
E non è che abbia molto da dire... credo di aver pensato solo: "...Eh..."
Ho un'immagine in testa, di me seduta in macchina, che mi perdo un pezzo di quello che scrivo sul sedile mentre il cd nello stereo si fa ascoltare con quella voce calda...
Ho questa immagine di me che censuro parole e pensieri che comunque risultano chiari pur senza essere detti...
Io che adesso non censuro più perché fortunatamente non ce n'è il bisogno... che insomma la censura è proprio una brutta cosa... rivendichiamo la nostra libertà di espressione contro lo Stato e contro tutto ma poi ci auto-censuriamo per paure sciocche e inutili a ben pensarci...
Boh... non lo so... non so nemmeno se è una risposta che volevi oppure no...
Ecco comunque... si... visto, letto, assaggiato, masticato e deglutito... ora attendo solo di digerire...
Buahahahaha che cretina!
E una volta digerito lo metterò al suo posto... lo rimando a memoria così si prende il suo cantuccio... mentre io mi prendo l'aereo...
Emozionata come una bambina che attende di vedere uno spettacolo bellissimo me ne vado nel mio teatro, quello che non chiude mai, né per ferie, né per malattia, né per inventario...
Credo che i miei occhi brilleranno... e credo che mi piacerà vederli brillare...
Non mi dimentico comunque...
Adesso però ho una valigia da chiudere e una vita da continuare...
Chissà se a distanza sentirò il botto dell'esplosione quando la nave salterà in aria..."
 
 
October 28

CARO NOVECENTO

 
Caro Novecento...
parlo al Novecento che ancora non è saltato in aria con la nave, a quel novecento che ha ancora una mano destra e una sinistra e non due destre...
Parlo al mio Novecento.
Scendi!
Scendi perché la poesia di quella musica e delle tue parole è meravigliosa ma la vita è un'altra cosa.
Scendi perché anche se è vero che il mondo è una tastiera troppo grande per essere suonata da un uomo, anche se quella è la tastiera di Dio... I tasti sono finiti, non tu. Tu sei infinito, e infinita è la musica che puoi suonare.
Scendi perché ognuno è libero di scegliersi la propria gabbia, ma la SCELTA non la rende meno "gabbia"... e allora perché imprigionarsi a priori senza nemmeno aver tentato?
Scendi perché il "tentare" nonostante tutto è ciò che ci rende liberi.
Scendi perché vederti seduto lì sopra è qualcosa che proprio non sopporto.
Scendi perché non ha senso rintanarsi dietro ai nostri "è giusto così" e darci la scusa di non vivere.
E se non vuoi scendere, allora smetti di raccontarti che stai vivendo, perché non lo stai facendo... ed è inutile che continui a ripetermi con aria convinta che mi sbaglio... perché dietro al tuo muro di certezze ci sono io.
Si, hai capito bene. Sono lì dietro, non sono davanti... ho già visto cosa c'è dietro... e mi spiace ma su questo so di avere ragione... io che ragione non ne ho mai.
Certe storie sono fatte per essere scritte... e lette... sono fatte per farci sognare... poi però riprendiamoci la vita...
E la vita vera - come direbbe Baricco - magari è quella che a volte si spacca. E allora smettila di startene seduto su una nave con le tue piccole biglie infrangibili in tasca.
Per quanto tu possa proteggerle il vetro si rompe, è nella sua natura.
Il vetro si rompe. Basta un niente. Può bastare un graffio.
E tac.
Rotto.
Che farai allora? Eviterai di guardare in tasca per continuare a credere che siano ancora tutte intatte le tue biglie?
Per quanto credi di poterti prendere in giro ancora?
Non cercare di convincere me che la nave è bella... cerca di guardarti intorno.
"...E' dinamite quella che hai sotto il culo fratello..."
Scendi!
Non esiste un "giusto". Non esiste uno "sbagliato".
Esiste la scelta di vivere o meno. Di provare a prenderseli tutti quei desideri che hai incantato lungo la strada raccontandoti che non ti servivano.
Ti scrivo, perché non salirò sulla nave a dirti queste cose... basta con la pappa pronta e a domicilio... muovi il culo se devi! E sennò smetti di aspettare.
Quanto ci piacciono certe storie vero? Certi film... certi libri...
Sono film e libri però... se vuoi davvero renderli vivi devi vivere... altrimenti comincerai a sbiadire dentro parole stampate fino a diventare un tutt'uno con la carta.
Bellissimo modo di restare in eterno, per carità, nulla da dire...
Ma preferirei vederti scendere e desiderare...
Io mi faccio un giro per il porto intanto... se ti va un caffè...
 
 
October 24

RECENSIONE

 

La caduta degli Dei

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TEATRO- Sembra uno spettacolo senza pretese quello che la Compagnia Tetrahedrum propone al Teatro Sette di Roma per la IX Rassegna Giovani “Ettore Petrolini”. O meglio, con la pretesa esclusiva di regalare al pubblico un pomeriggio piacevole e di strappare una risata dopo l’altra sfruttando tutte le armi che il palcoscenico mette a loro disposizione. Il risultato, bisogna riconoscerlo, non tradisce le attese perché la sala, quasi al completo, partecipa con evidente ilarità alle stravaganze della pletora divina, anche perdonando alla formazione una recitazione a tratti eccessivamente macchiettistica.

Tutt’altro che approssimativa, invece, appare la cura riservata ai costumi, realizzati personalmente dalla stessa Michela Cangi – autrice, regista ed interprete convincente nel ruolo di Afrodite – con pregiati tessuti provenienti direttamente da Damasco, scelti in accordo con i materiali impalpabili con cui le scenografie di Antony Rosa hanno tradotto le atmosfere eteree dell’Olimpo.

Il palcoscenico si anima così di personaggi di grande impatto, tratti dalla mitologia classica ma sviluppati oltre i limiti del carattere tradizionale, per incarnare aspetti viziosi e corrotti di un’umanità tutt’altro che celestiale. Sono proprio i quattro stereotipi della femminilità, estremizzati nelle fattezze di Afrodite, Diana, Era ed Atena – rispettivamente Michela Cangi, Ilaria Giambini, Barbara Russo e Alessandra Maccotta – a contendersi il pomo della discordia, di fronte a Zeus, Bacco – Fabrizio Ripesi e “Legna”– e ad un Cupido volutamente poco “maschile” – interpretato da uno sfrontato Dario Latini.

I tre sovrumani spettatori si fanno veramente tali nel momento in cui infrangono la frontiera della quarta parete e scendono dal palco per nascondersi tra il pubblico a spiare e commentare la gara di seduzione ingaggiata dalle dee. A fare le spese della sfida, da cui tuttavia trarrà inaspettato vantaggio, è un Paride “tronista” - Francesco Stella - più innamorato di sé stesso che degli eroici e romantici ideali a cui la letteratura lo vincola.

Tra numeri musicali, improbabili zuffe ed espressioni colorite l’episodio mitologico si trasfigura in una sequenza di situazioni inedite che manifestano l’aspirazione di non prendere il sopravvento sulla riflessione “filosofica” a cui il testo intende dar voce.

Che ci riesca o meno, la Compagnia Tetrahedrum dichiara sinceramente l’esigenza di “dire qualcosa di personale” senza ricorrere al copione di un’opera nota ma investendo esclusivamente sulle proprie forze per meritare l’approvazione del pubblico che, proprio per questo, ne accetta con indulgenza le imperfezioni e si lascia coinvolgere dal piacere del fare teatro che chi è in scena comunica.

di Ambra Postiglione

(Foto di Francesco Stella)

October 21

IL TEATRO CHE NON CHIUDE MAI

 
Spense la luce e accese lo stereo, aprì con calma il cassetto cercando il diario e la penna. Si sedette quando la strofa ebbe inizio: "She never really had a chance on that fateful moonlight night..."
E se ne stava nella sua stanzetta Misia, dopo un bel po' di tempo che non si metteva faccia a faccia con quelle pagine bianche ancora da riempire del suo diario... pagine che di vita erano già state riempite ma che lei, stranamente, fino a quel momento non si era voluta mettere ad "analizzare" come al suo solito...
Per una volta davvero non si era fatta domande... era partita alla ricerca di un sorriso un paio di mesi prima ed era tornata con una vagonata di risate... con una miriade di stelle negli occhi e sulla pelle l'odore del respiro del mare...
Bastavano le note leggere di  una canzone e subito davanti agli occhi le apparivano le immagini di quella che per lei era stata la sua Narnia...
 
"Eccomi di ritorno, da dove, da cosa o da quando non lo so bene nemmeno io, fatto sta che ora son qui...
Ho pensato a un sacco di cose in questo periodo...
Che facciamo? Prima le belle o prima le brutte?
Mmm... partiamo dalle brutte, il cioccolatino si prende dopo il caffè per togliersi l'amaro dalla bocca, no? Che poi vabbè, non che siano poi così brutte...
E dunque... ci sono momenti in cui ti accorgi che ciò che per te era tanto magico e speciale improvvisamente diventa normale... insomma tu passi un sacco di tempo ad inseguire quell'unico tassello, quell'unico nuovo sorriso che secondo te potrà dare davvero un senso alle tue giornate e poi improvvisamente una mattina ti svegli e ti accorgi che... che semplicemente quel tassello non ti serve più, o meglio, che tu non lo vuoi più...
Eppure razionalmente sai che in quel momento sarebbe stata la cosa giusta... e per quanto tu stia bene ti rendi razionalmente conto che c'è qualcosa di triste nel veder sfiorire il battito accellerato del cuore... che anche se la storia l'hai già letta milioni e milioni di volte a te questa cosa che Amleto e Ofelia fanno quella brutta fine non ti va proprio giù... che ti sarebbe piaciuto prima o poi leggere che... che lui lasciava perdere la vendetta e "il giusto da fare" e si prendeva l'amore...
Ma vabbè alla fine quelle sono storie che ci piacciono proprio perchè finiscono così... in fondo anche nella vita vera, seppur senza spargimento di sangue, non ci sono poi molti lieto fine...
Ma soprattutto chi è che ha deciso qual'è il vero lieto fine?
Insomma magari Ofelia è più felice senza Amleto...
Misia è felice... perchè non dovrebbe esserlo anche Ofelia?
Un po' dispiaciuta certo perchè tutto sommato sa bene che sarebbe stato bello... ma... oh... va bene così...
E poi come mi piace questa canzone... "I'm learning all about my life by looking through her eyes..."
E poi succede che... succede che leggi una frase buttata tra le righe di schermo... "Benvenuti nel teatro che non chiude mai benvenuti nella mia vita" e allora ti dici "ok, vediamo un po' com'è questo teatro..."
Io ci sono entrata in quel teatro... da sempre il teatro è casa mia e quando qualcuno mi invita a entrarci lo faccio...
Ed è successo che era un piccolo teatro, di quelli che sanno di buono, di quelli che ti riscaldano e hanno quei bei sipari rossi con tante storie da raccontare... un teatro che quasi a volte si vergogna di essere tale ma che se riesci a guardarlo bene da vicino è luminoso e pieno di colori...
Mi ci sono sentita bene dentro e per quanto mi rendessi conto che forse non avrei dovuto alla fne ho deciso di restarci... e ho scoperto che è il posto più comodo del mondo...
E sai, il mio piccolo teatro magari dentro ha delle cose da sistemare, le sedie non sono tutte in ordine e i camerini ancora non sono pronti ma il palco è bello e le luci sono messe in modo da creare delle sfumature diverse da quelle che si possono vedere in tutti gli altri teatri del mondo...
Il mio teatro è caldo come un abbraccio e tenero come un bambino... si emoziona come un attore al suo debutto, ama come un equilibrista sulla corda e sorride come un giullare...
Il mio teatro ha gli occhi attenti e innocenti, le mani forti, il respiro attento, l'odore di una notte stellata in riva al mare...
Nel mio teatro non nevica mai, e non fa freddo, nemmeno l'inverno...
E allora io ci resto seduta dentro, in attesa che cominci lo spettacolo... che poi mi sa che lo spettacolo è già iniziato... devo solo fare silenzio e stare a guardare... lasciando entrare la pace negli occhi..."
 
Chiuse il diario, era stanca ma prima di andare a dormire doveva andarsi a prendere un po' di aria della sera... quello era un rito a cui non aveva mai rinunciato... la faceva stare bene.
Il vento sul viso le toglieva di dosso il peso della giornata e la faceva andare a dormire leggera...
 
 
September 30

TROPPO VERO PER NON POSTARLO (...waiting for Misia...)

 

LE 10 PAROLE USATE DALLE DONNE

1) BENE: questa è la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.

2) 5 MINUTI: se la donna si sta vestendo significa mezz'ora. 5 minuti è solo 5 minuti se ti ha dato appena 5 minuti per guardare la partita prima di aiutare a pulire in casa.

3) NIENTE: La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa... e dovreste stare all'erta. Discussioni che cominciano con NIENTE normalmente finiscono in BENE.

4) FAI PURE: è una sfida, non un permesso. Non lo fare.

5) SOSPIRONE: è come una parola, ma un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo lì davanti a te a discutere di NIENTE (torna al punto 3 per il significato della parola NIENTE).

6) OK: Questa è una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.

7) GRAZIE: Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (vorrei qui aggiungere una piccola clausola: il ringraziamento è vero a meno che non dica "grazie mille" che è PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando. NON RISPONDERE: "Non c'è di che", perché ciò porterebbe a un: QUELLO CHE VUOI.

8) QUELLO CHE VUOI: è il modo della donna per dire vai a fare in ***o.

9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO: un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l'uomo a chiedere: "Cosa c'è che non va?" Per la riposta della donna fai riferimento al punto 3.

10) CHI E'?: questa è solo una semplice domanda.. ricorda però che ogni volta che una donna ti chiede "chi è" in realtà ti vorrebbe chiedere: "CHI E' QUELLA PUTTANA E COSA VUOLE DA TE????????????" occhio a come rispondi...

Tutti gli uomini sono avvisati che potrebbero evitare delle discussioni se solo si ricordassero la terminologia.
Tutte le donne rideranno perché sanno che è vero.

 

September 29

ECCOMI

 
Dunque eccomi qui, per chi mi fa notare, come Jedi o Lisa ad esempio,  che sono molto silenziosa ultimamente...
Lo sarò anche in questo post... non che non abbia nulla da dire, tutto il contrario anzi... ma son sempre di fretta e di certe cose si parla con calma...
Altre invece son troppo belle che a raccontarle si ha paura di sciuparle...
Misia si è presa un momento di vacanza... ma torna... torna... quella è logorroica, vi pare che non torna???
Un bacino a tutti quelli che privatamente o pubblicamente mi hanno fatto notare la mancanza di Misia...
A presto.
I.
 
 
August 30

MISIA RANDOM

 
Come in una vita al contrario, tanta era la stanchezza, Misia si mise a letto quando tutti ancora vivevano attivi e si alzò a notte inoltrata... adesso che il non dover andare a lavorare glielo permetteva si viveva e godeva la parte della giornata che preferiva, la notte...
Per prima cosa andò in cucina, aprì la finestra, inalò ed espirò aria profondamente... si versò un bicchiere fresco da mandare giù per la gola ancora assonnata e accese il computer... non prima di aver acceso anche una sigaretta...
Da tempo non si dedicava al suo diario se non nella sua testa... e in quel lungo e brevissimo lasso di tempo di cose ne erano accadute e cambiate parecchie... come sempre quando si vive... altre invece erano ancora al loro posto, ben piantate nella parte più nascosta e profonda del suo essere...
Erano cambiate le cose intorno ma ovviamente non cambiava lei... quante volte lo aveva fatto questo discorso sul fatto che le persone non cambiano con lui... e ogni volta non erano d'accordo... entrambi barricati dietro il proprio pensiero e la propria dialettica, chi più chi meno... loro così simili da sentirsi irrimediabilmente vicini e al contempo da non riuscire a trovare un accordo su alcune cose... perché nessuno dei due era predisposto a cedere...
Lui che nonostante tutto almeno in un momento della giornata abitava i suoi pensieri... anche a distanza... lui che adesso, forse, camminava lungo quelle strade di cui lei si era innamorata anni prima...
Misia era così... si innamorava di tutto... di una strada, di un colore, di un odore...
Anni prima si era innamorata di un ponte, dei colori che aveva quella terra al tramonto, dell'aria fredda che tagliava il viso, dei palazzi incastrati uno dentro l'altro per proteggersi dal freddo, di una piazza vestita di antichi fasti, di un liquore dolce... del lento scorrere di un fiume che aveva in sé la memoria del mondo... del suono di un violino stonato...
Guardò l'orologio... era sabato ormai... quando in un messaggio la raggiunse una parola... "SURREALE"...
Rimase impassibile per una frazione di secondo a guardare e riguardare quei caratteri illuminati dalla luce del display... poi si mise a ridere...
Come potevano due persone tanto diverse l'una dall'altra, tanto lontane nei modi e nei tempi essere così simili nel rapportarsi a lei?
Era forse lei, allora, ad essere surreale?
O forse era lei ad indirizzare le cose in modo tale che si somigliassero... come in un dejavù... era lei che ricercava quell'essenza eterea di magia, quell'inconsistenza che ha la realtà quando assume la forma dell'irrealtà, quel battito diverso del cuore, quel ritmo diverso del respiro... quell'odore di buono...
Avrebbe potuto continuare a chiederselo anche per tutta la notte ma sapeva bene che non avrebbe trovato la risposta a queste domande... si disse che era meglio scivere ciò che voleva e poi chiudere... un po' come sublimare... se si sublima si va oltre, altrimenti si resta fermi dentro lo stesso attimo per un tempo che può sembrare infinito...
 
" E poi mica lo so perché ancora sto qui a pensare a quei giorni... me li giro e rigiro nella testa assaporandoli... li ascolto in parole che mi ripeto facendo sbattere la lingua sul palato e le mani sul viso...
Fin da quando ero bambina una mano passata piano sul viso aveva il potere di calmarmi... anche adesso una carezza sul viso, se fatta con affetto, ha su di me un effetto calmante immediato... mi affeziono sempre a chi istintivamente mi accarezza il viso... anche se il più delle volte mi sposto per non lasciarlo fare...
I viaggi sono una strana cosa... quando un viaggio fisico non è solo fisico...
Insomma poi io come sono fatta ormai lo so, per poter viaggiare lo devo fare con la testa, con l'anima, col cuore... mi porto dietro domande a cui dare risposte e ritorno con le nuove domande, pronta per ricominciare...
Ho voglia dell'odore del mare, di sentirmelo sulla pelle, di accarezzarlo con un respiro...
Sogno il momento in cui mi troverò davanti al mare... adesso... alle... che ore sono? Le 02.41 di notte. Adesso tutto ciò a cui penso è questo, l'odore del mare... e il suo suono...
Accendo un po' di musica per farmi compagnia... random... come sempre... e canto sottovoce, non ci saprei proprio stare senza musica, perfino le canzoni malinconiche mi fanno sorridere... come quella che esce dalle casse del portatile adesso...
Ain't no sunshine when she's gone. It's not warm when she's away. Ain't no sunshine when she's gone and she's always gone too long anytime she goes away...
Scrivo cose senza senso, me ne rendo conto... deve essere per questo che non le rileggo mai... perché il mio pensiero salta di palo in frasca senza seguire spesso nessun filo logico...
Tu mi diresti che sono troppo istintiva... quante volte hai tentato di insegnarmi ad essere più razionale... quante volte mi hai detto che la ragione va ascoltata... e quanto ancora adesso io, mi spiace, non ti credo... non posso proprio farlo...
Insomma, se la mia ragione è quella del cuore, perché dovrei cercare di andarle contro? Non avrebbe senso... sono io che dico a te che dovresti ascoltare le vibrazioni dell'anima e cercare di assecondarla che si, ok, hai ragione... il lavoro, la casa, gli amici, la famiglia... ma come la mettiamo se qualcuno ti tocca l'anima? Insomma tu puoi anche restartene protetto nella tua campana di vetro a dirti che anni fa hai deciso che sarebbero accadute certe cose nella tua vita e che quindi adesso le devi far accadere per forza ma... sai... a volte la vita ci cambia i piani, in corsa... e tu invece te ne stai lì... con i tuoi cerchi perfetti, a farli girare come la tua razionalità tempo fa ti ha detto che avrebbero dovuto girare...
E io me ne sto qui, nei miei cerchi imperfetti che sanno di fumo, vaniglia e borotalco... forse non sono mai davvero cresciuta, ancora mi cullo nell'utopia, forse sono ancora quella ragazzina con gli occhi grandi che pensava di poter sfidare il mondo... ma sai... il mondo ancora non ha vinto con me...
Sai cosa vince? Le serate con la mia cerbiatta... un bicchiere di vino e una risata... quelle si che vincono... quando poi mi fa regali come le parole dell'altro giorno... oh quanto vincono...
Ma se io avessi previsto tutto questo dati causa e pretesto, le attuali conclusioni...
Che noi due insieme saremo anche due sceme romantiche come dite voi... di quelle che la notte a letto si fanno i film e non dormono pensando a niente... di quel niente però che ti tiene sveglia... insomma si saremo sconclusionate, quello che vi pare, ma io non vedo dove sia il problema... anche se effettivamente ci perdiamo spesso in un bicchiere d'acqua...
Mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino e poi son nato fesso...
Mi spiace ma io non ce la faccio a dirmi che va bene il compromesso... è semplice... molto più semplice per me... io la sera un sorriso davanti allo specchio me lo concedo sempre... e in tutta onestà non so quanti potrebbero dire la stessa cosa... io si...
Da domani... da domenica... mi dedico a un sorriso... cavolo non pensavo esistessero sorrisi così... di quelli che irradiano energia per una intera giornata... non lo pensavo proprio... io al confronto sono cupa... davvero... cupa tanto che le farfalle che mi porto dietro a ben guardarle forse sono falene... e ho scoperto che anche le falene sono belle...
Mi ricordo Lorenzo... uno stage immerso nel bosco... è lì che mi sono accorta la prima volta che non è vero che le falene sono più brutte delle farfalle, sono solo diverse... mi ricordo di me, Luca e Lisa sdraiati a guardare le stelle... di Gabriele... Annina... Roberto che mi proteggeva da tutto, lui così grande e grosso e buono... una settimana senza telefono e senza orologio... era un po' come l'isola che non c'è... e a me mi (che anche se non si dice io lo dico lo stesso) dicevo: a me mi sa tanto che a sognare me l'hanno insegnato lì...
Mio dio ma perché sono sempre così tremendamente nostalgica... mi vengo a noia da sola... sono isopportabile... mi innamoro delle cose, delle persone e poi cavolo... me le porto dentro per la vita...
E mi riscaldano... e mi sento tanto fortunata quando è così... che di ricordi ne ho tanti e di cazzate fatte ancora di più e di persone vissute un'infinità e mi sento così maledettamente piena... sempre sul punto di esplodere... e...
Basta.
Se non mi fermo qui finisce che non finisce... se cominciamo a mescolare i ricordi non se ne esce più... e mi sono già dilungata troppo... nei prossimi giorni spengo il cervello e vado a respirare un nuovo odore... e chissà se mi rimarrà attaccato alla pelle... insieme agli altri tatuaggi del cuore...
Intanto il tuo di odore me lo ricordo bene... e anche quello di Cri, che stasera, non so perché mi sembra di avercela seduta qui... le persone non si sostituiscono mai... non ne ho mai sostuita nessuna, ho aggiunto o tolto... ma mai sostituito...
Ok, ok, la smetto davvero... ultima canzone e poi ninna...
Ahahahaha... ciclico... come sempre nella vita... si chiude come si comincia...
Ain't no sunshine when she's gone. It's not warm when she's away. Ain't no sunshine when she's gone and she's always gone too long anytime she goes away...
Buonanotte piccola Misia... "

        

 

August 29

REGALAMI

 

C'è un sole che non sorge in ogni attimo vissuto a pensare.
Un granello di sabbia negli occhi di chi non vuol vedere.
Un rombo assordante nelle orecchie di chi non vuol sentire.
Un vento contrario verso chi non vuol restare.
Un cuore di ghiaccio in chi non vuol capire.
C'è sempre una scusa dentro una voce sincera...
Regalami un sole che sorge...

 

 

August 26

...ON AIR...

 
"...cosa c’entra questo cielo lucido, che non è mai stato così blu . E chi se ne frega delle nuvole, mentre qui manchi tu..." 

"...cosa c’entra quel tramonto inutile, non ha l’aria di finire più, e ci tiene a dare il suo spettacolo, mentre qui manchi tu..."

"...così sola da provare panico e c’è qualcun'altro qui con me. Devo avere proprio un aria stupida, sai com'è, manchi te..."

"...cosa c’entra questa notte giovane, non mi cambia niente la tv. E che tristezza che mi fa quel comico, quando qui manchi tu..." 

"...e adesso che sei dovunque sei, chissà se ti arriva il mio pensiero, chissà se ne ridi o se ti fa piacere..."

"...e adesso che sei dovunque sei, ridammelo indietro il mio pensiero, deve esserci un modo per lasciarmi andare..."
 
 
 
August 20

CANZONE DEL GIORNO

 
La ascoltavo stamattina... è la prima che mi è capitata "tra le mani" in questa giornata di fine estate... con il sole che invece non sembra essere giunto alla fine ma sembra ancora all'inizio, che ancora non è pronto a scaldare meno... e poi mi ricordo un sera di un mesetto fa... "Vediamo se riusciamo a far arrivare un abbraccio a zio Guccio..."
 
HO ANCORA LA FORZA
 
Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia!"

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia.

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo.

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare.

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire.

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo.

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
"Ci vediam più tardi"

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare.

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo.

 
August 19

MA CHISSA' SE MI PENSI...

 
Vieni... non vedo l'ora di inspirare te...
Allargare i polmoni e riempirmi di te...
 
 
August 16

02.45

 
"Io guardavo la donna che ero stata fino ad allora: era debole ma fingeva di essere forte. Aveva paura di tutto, ma diceva a se stessa che non si trattava di paura, bensì della saggezza di chi conosce la realtà. Costruiva pareti intorno alle finestre da cui penetrava la gioia del sole, affinché i suoi mobili non si sbiadissero.
Ho visto l'altra seduta nell'angolo della camera, fragile, stanca, delusa. Controllava e schiavizzava quello che avrebbe dovuto essere sempre libero: i sentimenti. Tentava di giudicare l'amore futuro in base alla sofferenza passata.
L'amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo uno, due o dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo.
L'amore può condurci all'inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e coglierli.
É necessario ricercare l'amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e tristezza. Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro.
E ci salva."
 
 
August 11

CITY

 
"...ma un sacco di volte è così, è così quasi sempre: si scopre alla fine che il dolore, tutto quel dolore, era inutile, che si è sofferto come bestie, ed era inutile, non era né giusto né ingiusto, non era bello o brutto, era solo inutile, tutto quello che puoi dire alla fine è: era un dolore inutile."
 

 
August 06

GIA'...

 
La vita è fatta di attimi, tu sei stato l'attimo più bello, quello che mi ha tolto il respiro...
 
Ti ho vissuto irrazionalmente e non me ne pento, rifarei tutto senza alcun timore...
 
Alle volte certe situazioni ci colgono all'improvviso e sta a noi decidere...
 
July 31

IL POETA VOLANTE

 

 

 

July 28

L'AMORE E' UNA CAZZATA

 

DA "IL LIBRO NERO DELL'AMORE".... ahahahahaha

 

"L’amore è una cazzata.
Parliamoci chiaramente: nessuno ti dice mai la verità.
Da bambina ti raccontano le favole per farti credere che qualsiasi cosa ti succederà nella vita tutto comunque finirà bene.
Cazzate.
Poi sarà la volta di quando straccerai le palle all’inverosimile ai tuoi per avere Ken-fidanzato-con-i-capelli-sintetici-neri-e-non-biondi-colorati-su-plastica. E lo devi avere assolutamente perché Barbie, nella sua mega casa di quattro piani con terrazzo, si sente sola e triste e ha bisogno di un fidanzato che le bussi alla porta con in mano un mazzo di rose rosse di plastica. E dopo cinque minuti li hai già spogliati e li metti a letto uno sopra l’altro. E la tua manina inizia a sbattere Ken sopra Barbie, anche se lo sbatti un po’ troppo violentemente a dire la verità, ma ancora non hai ben capito cosa facevano mamma e papà quella sera che ansimavano sul letto con la porta mezza aperta.
Quando sarai un po’ più grande ti racconteranno che i giornaletti porno nascosti nella soffitta di tuo zio sono lì per caso e servono a incartare vetri troppo fragili. Ma ormai sarà tardi e tu ti chiederai cosa ci faceva quella donna con le tette grosse, due dita di una mano infilate in bocca e le cosce spalancate con due dita dell’altra mano in quel punto pieno di peli. Peli che tu non hai ancora. Cosa ci fanno quelle due dita tra le gambe?
E poi sarà sempre più tardi e una notte ti verrà in mente quel tuo compagno di banco, quello che fa sempre casino, e nel letto inizierai a strusciarti senza capire bene, andrai avanti e indietro, a pancia in giù, con quel punto in mezzo alle cosce dove non ci sono ancora i peli spinto contro il materassoe sentirai una sensazione strana che inizierà a invaderti dal basso ventre e di là prenderà possesso della tua mente, qualcosa di così piacevole che rimarrai a strofinarti per un bel po’.
Ma non capirai un bel niente. Solo che quel bel niente lo rifarai per diverse notti. E continuerai a non capire un cazzo per un bel po’ di tempo dopo quegli strofinamenti notturni.
E ancora nessuno ti racconterà la verità.
Perché la verità se la tengono ben stretti.
Finalmente arriverai a spalmarti il fondotinta sulle occhiaie e spennellarti il fard senza doverti nascondere in bagno per ore rubando i cosmetici a tua madre per poi doverti lavare via dalla faccia il faticoso lavoro perché lei non se ne accorga. E tutta fiera del tuo lavoro uscirai con Pino il figlio dell’amica di papà, e ti sentirai euforica, per la prima volta, e fondamentalmente saprai già che è più per il tuo gran lavoro sul viso e per il jeans nuovo che per Pino, ma non te ne renderai conto.
T’innamorerai, bacerai con la lingua, ti farai toccare il seno sopra il maglione, poi ti farai toccare sotto il maglione, esiterai sulla lampo dei jeans, poi la farai abbassare, le mani sfioreranno le mutandine e ti fermerai, ricomincerai e lascerai che le dita scendano in fondo, sospirerai, ti lascerai togliere i vestiti, accarezzerai la pelle nuda di qualcun altro. Un giorno le gambe si apriranno, qualcuno t’infilerà qualcosa di duro e caldo dentro, e ti farà male, un altro corpo abiterà il tuo, e scoprirai il sesso, finalmente.
Il sesso non è una cazzata.
Ti disinnamorerai, oppure qualcun altro si disinnamorerà di te, lo lascerai, altri ti lasceranno, piangerai, riderai, sarà tutto un gran casino come la giostra del calcinculo che gira troppo veloce e dopo un po’ ti verrà il vomito, e continuerai così per un bel po’ di giri, così tanto che alla fine avrai perso il conto e non saprai neanche quanto tempo sei stata su.
Andando avanti così supererai la soglia di quella che loro chiamano adolescenza e l’avrai passata senza accorgertene, ma loro continueranno a cucirtela addosso anche quando ti ribellerai urlando che sei diventata grande.
Un bel giorno te ne andrai, avrai un lavoro, degli amici, degli amanti, e reciderai quel cordone ombelicale che i tuoi genitori ti hanno tessuto intorno come una fitta ragnatela.
E scoprirai che nella vita tutti raccontano balle.
Che ti hanno sempre raccontato balle.
E che sempre ne racconteranno.
E che la vita è solo questo: una gigantesca balla.
Quando arriverai a questa conclusione probabilmente avrai ancora un lavoro, alcuni amici ti avranno tradito, alcuni amanti ti avranno spezzato il cuore e i tuoi genitori saranno sempre i tuoi genitori. Ecco, i tuoi genitori saranno sempre uguali, questo non cambierà mai, sempre pronti a romperti i coglioni e a raccontarti favole sul vissero felici e contenti. Sarai single e il tuo letto sarà sempre di più il tuo letto e sempre meno quello di qualcun altro.
Se invece ti dice bene, un giorno qualsiasi in un mese purchessia di un anno qualunque, per uno strano scherzo del destino sarai una paracula incredibile e un uomo non particolarmente bello ma affascinante, intelligente, ma che fa ridere solo te, che fondamentalmente non sopporta i tuoi amici ma li subisce perché sono i tuoi amici, essenzialmente buono ma acido con il resto del mondo, ti scoperà come mai nessun uomo aveva fatto prima. Passerai più tempo a letto che in giro per negozi, s’innamorerà di te e ti tratterà come una regina.
E allora il principe azzurro esisterà per davvero.
E sarà venuto col suo cavallo bianco, che nel frattempo s’è trasformato in cabrio, solo per te.
Allora ricomincerai a credere che Dio esiste e quando passerai davanti a una chiesa non le lancerai più un’occhiata sommaria, e rimpatrierai a casa dai tuoi per il pranzo della domenica, e poi le domeniche diventeranno lunedì, e poi martedì e alla fine non saprai più che giorno della settimana è, e inizierai a pentirti di aver dubitato di tua madre e delle leggende su Cenerentola mentre lei ti ripete «Io te l’avevo detto».
E l’amore non sarà più una cazzata.
Un bel giorno ti rigirerai nel letto e ti prenderà un colpo scoprendo accanto a te uno sconosciuto che dorme sbavando sul tuo cuscino. E allora ti alzerai furtivamente e qualcuno ti afferrerà le ginocchia senza preavviso gridando «Mamma» e lì capirai che qualcosa non dev’essere andato come avevi previsto.
Ti ritroverai senza lavoro, perché il lavoro lo avevi lasciato quando Giacomino non andava ancora all’asilo, l’uomo affascinante avrà barattato tutto il suo fascino per cinque chili in più sul girovita, intelligente lo sarà ancora, solo che non te lo ricorderai più, proverai a cercare in agenda il nome di un tuo amico per raccontargli che le cose non vanno proprio come immaginavi ma un’agenda non ce l’avrai più e neppure il nome del tuo amico scritto sopra. E in quanto al sesso, beh, non sai nemmeno se la fugace scopata mensile con mano davanti alla bocca per non svegliare Giacomino questo mese non l’hai segnata sul calendario oppure non c’è proprio stata.
Manderai a fanculo tua madre, tuo padre, Cenerentola e pure la carrozza.
Divorzierai, cercherai un posto di lavoro, il tuo avvocato avrà preso il posto di Dio da quando l’assegno mensile del coglione inizierà ad arrivare regolarmente, la macchina diventerà il tuo polmone d’acciaio mentre vai a prendere Giacomino a scuola, porti Giacomino all’allenamento di calcetto, ritorni a prendere Giacomino da nuoto, scarrozzi Giacomino fuori città per una gita, accompagni Giacomino alla lezione di piano.
Ma probabilmente tra un impegno e l’altro avrai di nuovo degli amici, e ritornerai a fare sesso.
E capirai di non avere mai capito un cazzo.
Né sull’amore.
Né sul sesso.
Nell’onestà della tua solitudine saprai definitivamente di averla presa in culo. Sempre.
E dopo tutto questo ti rimarranno solo due cose da fare: ridere.
E scrivere."

 

July 26

UNA COSA QUALSIASI

 
Se ne stava lì, con la finestra aperta, da sola... quanto le piaceva lasciar entrare piano l'odore della notte nei polmoni...
C'erano tante parole che Misia avrebbe voluto poter dire... ma avrebbe ferito e lacerato... non ne era capace...
E allora scelse tutt'altra strada per il suo diario si quella sera... di quella notte... una strada che non facesse pensare a quelle parole non dette...
Una strada non riconducibile col pensiero, suo o altrui, a nulla di ciò che non veniva detto...
Comprese che non potevano essere nemmeno immaginate... quindi non dette...
 
" Spazi.

Spazi e distanze.

Distanze di tempo.

Distanze di luogo.

E poi silenzi.

Silenzi infiniti che sanno di certezza.

Certezza che sa di materia.

Materia dura e reale.

Dura della durezza che solo una madre possiede.

Che una madre non mente,

anche a costo di far male.

Distanze di tempo da portare a termine.

Distanze di luogo mille volte violate col pensiero.

Distanze di luogo che non esistono,

non fermano, non impediscono.

E poi rumori e suoni.

Presenti nonostante tutto.

Di nuovo tempi…

Tempi da portare a termine,

per riconquistare spazi e vicinanze,

riprendere il momento che avevi lasciato.

Spazi e distanze che non esistono.

Calori che non puoi tenere distanti,

nemmeno costringendoli alla lontananza.

Assenze che non puoi far tacere,

perché sempre permeate di presenza.

Presenza nel tempo.

Presenza nel luogo.

Presenza nell’assenza.

 

Ti abbraccerei e ti direi... e forse anche a distanza il mio abbraccio lo senti... e forse le parole che non ti dico le conosci perché già sono nella tua testa...

A volte sento il bisogno di dover dire qualcosa... anche solo qualcosa a caso... ma dire, per riempire, per ingombrare, per annullare e sottomettere...

Dì, sempre, anche ciò che non è ciò che vuoi dire, dì qualcosa... riempi quel silenzio carico di pensieri con un qualche suono...

E quando proprio resti senza parole... un 'ti voglio bene' può bastare... anche se il resto si strozza in gola... parla... non smettere di esercitare questo dono che è la parola...

Di drammi dell'incomunicabilità se ne vedono tanti... già... il dramma dell'incomunicabilità... la gente ci costruisce città, ci inizia guerre, ci instaura periodi di pace... tutto senza ascoltare se non quello che vuole sentirsi dire...

Parla, dì qualcosa, riempi le stanze di suoni... e magari aggiungici una risata e un bicchiere di vino... rosso. "

 

Le restava ancora da preparare la borsa per la mattina seguente, e le ore di sonno a sua disposizione erano diminuite parecchio nel frattempo.
 
ON AIR: "Everybody hurts"
 

 
 
NERUDA  
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...Casomai non ci rivedessimo, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte...

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Gabrielewrote:
Ciao!!!
Nov. 15
Hola! sn passato di qui x caso...carino il blog!! passa a trovarmi! bye
Oct. 1
bohwrote:

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Ti dono questa rosa in segno della mia

Amicizia verso di te, mandala

 a tutti i tuoi amici e a me

che ne faccio parte.

Colgo l’occasione per augurarti un

Buon inizio di settimana …

con amore e soprattutto amicizia.

 TVTB TUO AMICO

…….LIANO

Sept. 9
bohwrote:

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Sept. 6
Gabrielewrote:
Ti ho assegnato un premio... vieni a vedere di cosa si tratta!!!.... ciao
Sept. 2
bohwrote:

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Sept. 2
jeanpierrewrote:
Un bacio ...buona domenica
Aug. 17
Gabrielewrote:

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Aug. 7
jeanpierrewrote:
Grazie per il saluto...sto trascurando lo spaces e credo sia giusto così, per adesso...ma non dimentico  te, dolce artista di vita.
Aug. 7
handy_wrote:
 
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Aug. 4